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Avvicini la carta, senti BIP e hai pagato. Ma cosa succede davvero?

nfc | © a.i.

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Avvicini la carta, senti BIP e hai pagato. Ma cosa succede davvero?

Prendi la carta.

La avvicini al POS.

BIP.

Pagamento effettuato.

Oppure prendi lo smartphone, lo avvicini al terminale e, dopo pochi istanti, hai pagato.

È diventato un gesto talmente normale che quasi non ci facciamo più caso.

Ma pensiamoci un attimo.

La carta non è stata inserita nel POS.

Non hai collegato nessun cavo.

Non hai scansionato un codice.

Hai semplicemente avvicinato due oggetti.

E del denaro è passato, almeno apparentemente, dal tuo conto al negoziante.

Cosa è successo realmente in quel secondo?

Tutto parte da una tecnologia chiamata NFC

Molti pagamenti contactless utilizzano una tecnologia chiamata NFC, acronimo di Near Field Communication.

Come suggerisce il nome, è una tecnologia progettata per permettere la comunicazione tra dispositivi che si trovano a distanza molto ravvicinata.

Ecco perché per pagare devi avvicinare la carta o lo smartphone al POS.

Non devi toccarlo necessariamente.

Ma devi essere abbastanza vicino.

Quando i dispositivi entrano nel raggio necessario, possono iniziare a comunicare.

Quindi il denaro passa dalla carta al POS?

No.

Ed è questo uno degli aspetti che può creare più confusione.

La tua carta non contiene fisicamente i tuoi soldi.

E quando paghi non sta trasferendo euro direttamente dentro il POS.

Quello che avviene è uno scambio di informazioni necessario per richiedere e autorizzare una transazione.

Possiamo immaginare il POS che dice:

"Questo negozio sta richiedendo un pagamento di 25 euro."

Il sistema di pagamento deve quindi verificare che la transazione possa essere effettuata.

Dietro quel semplice BIP può iniziare una comunicazione tra diversi sistemi.

Cosa succede dopo che avvicini la carta?

In maniera molto semplificata, possiamo immaginare questo processo.

Il POS prepara la richiesta di pagamento.

La carta comunica con il terminale attraverso la tecnologia contactless.

Le informazioni necessarie alla transazione vengono elaborate.

La richiesta passa attraverso l'infrastruttura dei pagamenti.

Vengono effettuati i controlli previsti.

La transazione viene autorizzata oppure rifiutata.

Il risultato torna al POS.

E sullo schermo compare:

✅ PAGAMENTO APPROVATO.

Tutto questo può avvenire in pochissimo tempo.

Ma come fa una carta senza batteria a comunicare?

Questa è una delle parti più interessanti.

Una carta contactless normalmente non ha una batteria come uno smartphone.

Eppure riesce a comunicare con il terminale.

Come?

Quando viene avvicinata al lettore, il campo elettromagnetico generato dal terminale può fornire l'energia necessaria al chip della carta per funzionare e comunicare per quel breve momento.

In pratica, la carta si "attiva" quando entra nel campo del lettore.

Scambia le informazioni necessarie.

Poi torna inattiva.

Tutto in pochi istanti.

E quando paghiamo con lo smartphone?

Il principio della comunicazione a breve distanza può essere simile, ma il funzionamento della sicurezza può essere ancora più interessante.

Quando configuri una carta all'interno di un portafoglio digitale compatibile, il sistema può evitare di utilizzare direttamente il numero reale della carta durante ogni pagamento.

Possono essere utilizzati identificativi digitali alternativi e dati specifici per autorizzare la transazione.

Questo processo viene comunemente associato al concetto di tokenizzazione.

In termini semplici, invece di comunicare continuamente il numero reale della carta, viene utilizzata una rappresentazione digitale protetta destinata al sistema di pagamento.

È come usare un sostituto digitale della carta

Immagina di avere un documento molto importante.

Invece di mostrarlo direttamente ogni volta, utilizzi un codice che permette al sistema autorizzato di verificare ciò che serve senza esporre continuamente il documento originale.

Il concetto di tokenizzazione segue, in maniera molto semplificata, una logica simile.

Questo può contribuire a ridurre l'esposizione dei dati reali della carta durante le transazioni.

Perché il telefono chiede il volto o l'impronta?

Quando paghi con uno smartphone, spesso devi autenticarti.

Può essere richiesto:

👤 il riconoscimento facciale;

☝️ l'impronta digitale;

🔢 il codice del dispositivo.

Questo serve a verificare che sia effettivamente una persona autorizzata a utilizzare quel dispositivo per effettuare il pagamento.

Quindi il sistema combina diversi elementi.

Hai fisicamente il telefono.

Il telefono possiede le credenziali necessarie per il pagamento.

E tu dimostri di essere autorizzato a utilizzarlo.

Solo allora viene autorizzata l'operazione sul dispositivo.

E se qualcuno passa vicino alla mia carta con un POS?

È una paura che molte persone hanno avuto con la diffusione del contactless.

La realtà dei pagamenti è più complessa del semplice "avvicino un lettore e rubo dei soldi".

Le transazioni passano attraverso sistemi di pagamento tracciabili e soggetti a controlli e regole.

Esistono inoltre limiti, verifiche e sistemi antifrode.

Questo non significa che qualsiasi tecnologia sia immune da tentativi di frode.

Significa però che un pagamento elettronico non è semplicemente uno scambio anonimo di denaro tra una carta e un dispositivo qualsiasi.

Dietro esiste un'infrastruttura finanziaria che gestisce la transazione.

Perché a volte viene richiesto il PIN?

Il pagamento contactless è progettato per essere rapido, ma questo non significa che ogni operazione possa essere effettuata indefinitamente senza ulteriori verifiche.

In determinate circostanze può essere richiesta un'autenticazione aggiuntiva.

Ad esempio, potrebbe essere necessario inserire il PIN.

I criteri possono dipendere dall'importo, dalle regole applicate, dalla sequenza delle operazioni e dai sistemi di sicurezza utilizzati.

Quindi, anche se utilizzi normalmente il contactless, ogni tanto il terminale potrebbe chiederti una verifica aggiuntiva.

Tutto questo mentre senti un semplice BIP

Ed è questa la cosa più sorprendente.

Dal tuo punto di vista succede questo:

💳 Avvicini la carta.

🔊 BIP.

✅ Pagamento effettuato.

Ma dietro possono essere coinvolti:

📡 comunicazione NFC;

💳 chip della carta o portafoglio digitale;

🏪 terminale del commerciante;

🌐 reti di comunicazione;

🏦 sistemi bancari;

💳 circuiti di pagamento;

🔐 sistemi di sicurezza e antifrode.

Tutto coordinato per rispondere a una domanda apparentemente semplicissima:

"Questo pagamento può essere autorizzato?"

La prossima volta che paghi contactless...

Conta mentalmente quanto tempo passa.

Uno.

Due.

Forse tre secondi.

In quel breve intervallo, diversi sistemi possono aver comunicato tra loro, verificato informazioni e restituito una risposta.

Poi senti:

BIP.

E continui la tua giornata.

Un gesto semplicissimo per noi.

Il risultato di un'infrastruttura tecnologica enorme che lavora dietro le quinte.

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