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Come fa Google Maps a sapere che c'è traffico?

 Google Maps  | © ai

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Come fa Google Maps a sapere che c'è traffico?

Se utilizzi Google Maps mentre sei in auto, probabilmente ti sarà capitato centinaia di volte.

Imposti una destinazione e sulla mappa alcune strade sono verdi, altre arancioni e altre completamente rosse.

A volte Google Maps ti avvisa:

"Traffico intenso."

Oppure ti propone improvvisamente un percorso alternativo che dovrebbe farti risparmiare qualche minuto.

Ma c'è una domanda interessante.

Chi ha detto a Google Maps che proprio in quel momento su quella strada c'è traffico?

Ci sono telecamere che controllano tutte le strade?

Ci sono sensori sotto l'asfalto?

Qualcuno comunica continuamente a Google quante automobili stanno passando?

La risposta è molto più interessante.

In molti casi, una delle fonti di informazioni sul traffico siamo proprio noi utenti.

Migliaia di smartphone che si muovono insieme

Immaginiamo una strada normalmente percorsa dalle automobili a una determinata velocità.

Su quella strada stanno viaggiando molte persone con uno smartphone.

I dispositivi, in base alle impostazioni e ai servizi utilizzati, possono contribuire a fornire informazioni sulla posizione e sul movimento.

Se numerosi dispositivi che si stanno muovendo lungo quella strada iniziano improvvisamente a procedere molto più lentamente del normale, il sistema può rilevare che qualcosa è cambiato.

Un dispositivo che rallenta potrebbe non significare nulla.

Centinaia di dispositivi che rallentano contemporaneamente lungo lo stesso tratto stradale raccontano invece una storia completamente diversa.

Probabilmente lì c'è traffico.

Ed ecco che sulla mappa quella strada può diventare arancione o rossa.

In pratica, le automobili diventano dei "sensori"

Pensiamoci.

All'interno di moltissime automobili c'è almeno uno smartphone.

Ogni dispositivo può diventare, nel rispetto delle impostazioni e dei sistemi utilizzati, una piccola fonte di informazioni sul movimento.

Mettendo insieme grandi quantità di dati, è possibile capire come si sta muovendo il traffico.

Non serve necessariamente sapere che "Mario Rossi è fermo in Via Roma".

Quello che interessa al sistema è capire che, ad esempio, molti dispositivi presenti su un determinato tratto stanno procedendo molto più lentamente rispetto alla velocità abituale.

Il singolo dato può dire poco.

Migliaia di dati analizzati insieme possono descrivere cosa sta succedendo su una strada.

Ma Google Maps non guarda soltanto quello che succede adesso

Qui arriva la parte ancora più interessante.

Per prevedere il traffico non basta conoscere la situazione attuale.

Google Maps può utilizzare anche informazioni storiche.

Immaginiamo una strada che ogni lunedì mattina alle 8:00 tende a congestionarsi.

Oppure un'uscita autostradale che, durante determinati orari, diventa regolarmente molto trafficata.

Analizzando ciò che è accaduto nel tempo, i sistemi possono imparare che determinate situazioni tendono a ripetersi.

Quindi Maps può combinare due tipi di informazioni:

quello che sta succedendo in questo momento;

quello che normalmente accade su quella strada in quel giorno e a quell'ora.

È proprio questa combinazione che permette di effettuare stime più precise sui tempi di percorrenza.

E se succede qualcosa di imprevisto?

Naturalmente il traffico non segue sempre le abitudini.

Può esserci un incidente.

Una strada può essere chiusa.

Possono esserci lavori.

Un veicolo potrebbe essere fermo sulla carreggiata.

In questi casi possono entrare in gioco anche altre fonti di informazione.

Gli utenti, ad esempio, possono effettuare segnalazioni durante la navigazione.

Inoltre possono essere utilizzate informazioni provenienti da fonti autorevoli relative a chiusure, limitazioni e condizioni delle strade.

Mettendo insieme questi elementi, il sistema può aggiornare la situazione e modificare i percorsi suggeriti.

Perché Google Maps cambia strada mentre stiamo guidando?

Ora possiamo capirlo meglio.

Immagina di avere davanti ancora 30 minuti di viaggio.

Quando sei partito, il percorso A era il più veloce.

Cinque minuti dopo, però, il traffico su quella strada aumenta improvvisamente.

Il sistema riceve nuove informazioni e ricalcola la situazione.

A quel punto potrebbe scoprire che il percorso B, anche se leggermente più lungo in chilometri, è diventato più veloce.

Ed ecco comparire il messaggio:

"Abbiamo trovato un percorso più veloce."

Non è cambiata la destinazione.

È cambiato il mondo intorno a te.

E il sistema sta cercando di adattarsi.

Quindi Google Maps può prevedere il futuro?

Non esattamente.

Ma può fare delle previsioni.

Se deve stimare quanto tempo impiegherai per raggiungere una destinazione, deve considerare che durante il tuo viaggio il traffico potrebbe cambiare.

Per farlo può utilizzare modelli che analizzano informazioni attuali e comportamenti osservati nel passato.

È un po' come dire:

"In questo momento la strada è libera, ma normalmente tra 20 minuti, quando arriverai in quel punto, il traffico aumenta."

Il sistema può quindi cercare di stimare non soltanto il traffico che c'è adesso, ma anche quello che potresti incontrare durante il viaggio.

Ecco perché il tempo di arrivo cambia continuamente

Se utilizzi spesso il navigatore avrai sicuramente notato una cosa.

Parti e Maps dice:

"Arrivo previsto alle 18:30."

Dopo qualche minuto:

"18:32."

Poi magari:

"18:27."

Il motivo è semplice.

La stima viene aggiornata in base alle nuove informazioni disponibili.

Il traffico cambia.

Le automobili si muovono.

Si formano code.

Le code si dissolvono.

Possono verificarsi incidenti o rallentamenti.

E il sistema continua a ricalcolare la situazione.

La prossima volta che vedi una strada rossa...

Ricorda che dietro quella semplice linea colorata c'è un'enorme quantità di informazioni.

Dati sul movimento.

Situazione attuale.

Traffico storico.

Segnalazioni.

Informazioni sulle strade.

Sistemi capaci di analizzare tutti questi elementi e trasformarli in qualcosa di semplicissimo da capire:

🟢 Strada libera.

🟠 Traffico rallentato.

🔴 Traffico intenso.

Quindi, tornando alla domanda iniziale:

"La strada è rossa sulla mappa. Ma chi ha detto a Google che c'è traffico?"

In un certo senso...

potrebbero averglielo detto proprio gli smartphone delle persone ferme in quella coda.

Forse anche il tuo.

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